Fino al 20 agosto, Ficarra ospita “Il Gattopardo dietro le quinte” la più grande mostra fotografica ad oggi allestita sul capolavoro cinematografico di Luchino Visconti.
Un evento di grande spessore, unico nell’isola, che proietta il centro nebroideo sulla scena culturale estiva siciliana. L’inaugurazione, domenica 19 luglio, alla presenza del sindaco Basilio Ridolfo; del governatore del Distretto Rotary 2110 Sicilia-Malta, Francesco Milazzo, e del presidente del club Rotary di Sant’Agata di Militello, Carmelo Di Giorgio, e di altre personalità del mondo culturale e associativo. Trecento gli scatti in mostra, di cui un centinaio del tutto inediti, firmati da famosi fotografi di scena e anche da comuni cittadini presenti sul set, che raccontano i novanta giorni serviti al famoso regista per ricreare il paese immaginario di Donnafugata, affrescato meravigliosamente dalla penna di Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo immortale romanzo.
Le foto provengono da Ciminna, nel palermitano, location scelta da Visconti, con l’aiuto di Gioacchino Lanza Tomasi, per girare tra il ‘62 e il ’63, gran parte delle scene esterne del film, dopo aver scartato Santa Margherita Belice e Palma di Montechiaro all’epoca già contaminate da frammenti di modernità. E così, a scorrere le immagini organizzate in 25 scenografici pannelli di grandi dimensioni (tre metri x due) collocati nelle sale espositive dello storico Palazzo Busacca, si scoprono i curiosi retroscena della lavorazione del celebre film e i volti al naturale dei protagonisti: Visconti che spiega a Burt Lancaster (il principe Salina) come colpire Serge Reggiani (don Ciccio Tumeo); Alain Delon (Tancredi) che si sottopone al trucco; il regista che impolvera di borotalco il viso di Rina Morelli (Maria Stella Salina, moglie di don Fabrizio) per rendere realistico il lungo viaggio per Donnafugata; Claudia Cardinale (Angelica) che cambia abito di scena; Paolo Stoppa (don Calogero Sedara) in pausa ciak; Visconti e Lancaster che riposano sul set, sfiniti dal caldo. Queste e tantissime altre immagini che ci restituiscono l’atmosfera insolita del “dietro le quinte”.
A curare il percorso espositivo, il giornalista Franco Tumeo, con la collaborazione di Emilio Ricciardo. “Di mostre sul Gattopardo cinematografico – spiega Tumeo – ne esistono due o tre davvero belle, incentrate soprattutto sul famoso ballo. Io, però, preferisco, il backstage sul set di Donnafugata, e perché in gran parte costituito di foto inedite, e perché nel paese immaginario generato dalla vena creativa di Tomasi ci ritrovo ben riconoscibili vicende e personaggi riconducibili a Ficarra. Uno per tutti: don Ciccio Tumeo, mio nonno. Tomasi di Lampedusa, con la moglie e la madre al seguito, soggiornò a Ficarra nel 1943, sfollato da Palermo a causa dei bombardamenti. Qui conobbe appunto don Ciccio Tumeo, dal quale lo scrittore trasse ispirazione per tratteggiare l’omonimo personaggio del romanzo. Tomasi fu anche testimone di un episodio tragico: il ritrovamento del corpo abbandonato di un giovanissimo soldato tedesco, ucciso dagli anglo americani e poi pietosamente sepolto da Ciccio Tumeo. Lo stesso episodio, ovviamente ricontestualizzato, apre addirittura la narrazione del romanzo. Di quel soldato, mio padre, che all’epoca aveva quattordici anni, oltre al ricordo conserva ancora l’elmetto. Questi e molti altri elementi legano Il Gattopardo al piccolo centro nebroideo, come mi raccontava mio nonno, e come ha confermato personalmente il professore Gioacchino Lanza Tomasi, di recente mio ospite a Ficarra”.
L’evento culturale in programma, insieme ad altre iniziative, punta riscoprire e consolidare questi legami spesso trascurati dai biografi ufficiali. Dopo Ficarra, la mostra “Il Gattopardo dietro le quinte” sarà ospitata a Palazzo Chigi di Ariccia, dove furono girate altre celebri scene d’interni del film, per approdare infine alla Mostra del cinema di Venezia.