“La Rap oltre a essere senza governance da oltre otto mesi, vive una situazione finanziaria disastrosa, registrando al 31 dicembre 2016 un debito complessivo nei confronti dello Stato di addirittura 30.893.138 milioni di euro, di cui oltre 22 milioni di debiti tributari (circa 10 milioni per mancati versamenti di ritenute per dipendenti) e 8 milioni nei confronti degli istituti di previdenza”.
L’allarme sull’azienda di igiene ambientale cittadina è stato lanciato da Ugo Forello, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Palermo, per il quale “tali condotte potrebbero essere, tra l’altro, penalmente rilevanti”. “A ciò si aggiunge il “disconoscimento” di circa 13 milioni di presunti crediti da parte del Comune, mentre il bilancio 2016 non è stato neanche approvato – denuncia il pentastellato – I proclami dell’amministrazione che gettano fumo negli occhi ai cittadini devono cessare: è necessario riconoscere lo stato di ‘calamità’ e affrontare i problemi alla radice, sempre che non sia troppo tardi”.
A rincarare la dose ci pensa il consigliere comunale Antonino Randazzo che nella quarta commissione consiliare si occupa per i Cinquestelle dei servizi ecologici. “Il sindaco dice di aver individuato quattro nuovi “saggi” per studiare i problemi della Rap – attacca Randazzo -. Si tratta di un’iniziativa puramente di facciata per farci perdere ulteriore tempo”.
E dai Cinque Stelle arrivano anche “quattro saggi consigli” al primo cittadino per “aiutare questa città ormai allo sbando”. “Dia una guida alla partecipata – dice Randazzo – e nomini immediatamente il nuovo cda; promuova l’economia circolare dando un valore ai rifiuti, realizzando le isole ecologiche per ogni quartiere e i centri di riuso, e introducendo gli incentivi per i cittadini; attivi immediatamente la linea di compostaggio a Bellolampo, al posto di conferire l’umido a Marsala piuttosto che a Palermo; istituisca una commissione consiliare speciale per i rifiuti e per la verifica del contratto di servizio della Rap”.